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STORIA DEL SANTUARIO DI MONTICELLO

Gli Affreschi della Storia di Monticello
che ornano la Cappella originale dell'apparizione sono opera del pittore
Vanoni Domenico

 

 


Ci sono luoghi in cui più di altri si avverte la necessità dell'anima al raccoglimento ed alla meditazione senza bisogno di particolari stimoli e forzature.

Allora ti piace pensare che questi luoghi siano toccati dalla mano dì Dio, che ha
visto avvicendarsi generazioni di persone sulla strada che sale al Santuario, le quali pregando, chiedendo conforto, grazie e benedizioni o grate per il bene ricevuto, hanno lasciato una vivida traccia della loro fede. Monticello è uno di questi luoghi.

Se solo si è capaci di fare entrare dentro di noi quella pace e quel silenzio che vi si respirano, nella semplice bellezza del Santuario, sembra possibile comprendere il nostro vero destino, quasi lo intuiamo, magari per un solo misterioso attimo, lontani dagli affanni e dagli artifici di una vita che fa sempre più spesso a meno di Dio.


Come per molti Santuari Mariani anche la storia di Monticello, nella tradizione
orale popolare, sconfìna nella leggenda. Quella più antica narra di una donna
che rincasava sul far della sera, quando all'improvviso un lupo l'assalì.

Alla poveretta non restò altro che affidarsi alla Santa Vergine che miracolosamente le apparve fra bagliori di luce, intimando alla fiera di ritornare nel bosco. I curiosi che si recarono sul luogo, a seguito della testimonianza della donna, rinvennero su di un faggio l'Immmagine dipinta su tavola dell'Immacolata Concezione.

Prontamente si decise di erigere sul luogo del prodigio una piccola cappella, ancora oggi visibile a poca distanza dal Santuario.
La seconda leggenda, più recente, narra di un pastorello che per meglio sorvegliare il gregge si arrampicò sopra un faggio, dal quale cadde rovinosamente invocando l'aiuto della Santa Vergine.

Uscito illeso dal terribile volo, venne collocata sul posto una immagine della Madonna Immacolata che divenne presto meta di pellegrinaggi.
La sacra icona venne successivamente trafugata e gettata per spregio nelle acque del torrente Perticara e più tardi prodigiosamente rinvenuta su di una roccia che emergeva tra flutti

Si decise allora di costruire una piccola cappella per onorare la Madonna e nel contempo proteggerla da atti vandalici.
A queste due leggende si intreccia la storia del vecchio di Casa Targone che, proprietario di una piccola cappella, si appropriò dell'immagine della Madonna che, non gradendo il luogo in cui era stata arbitrariamente trasferita, pensò bene si ricollocarsi prodigiosamente a Monticello.

Il vecchio di Casa Targone perse improvvisamente la vista, che riacquistò non appena nel suo animo si affàcciò il pentimento per l'atto sacrilego compiuto.
La storia documentata riferisce che fin dal '600, in una piccola cappella eretta sulla strada comunale che da Cadagnolo saliva verso Tagliole, veniva venerata l'immagine di Maria Immacolata, dipinta su di una tavoletta lignea.
Solo più tardi, nel 1800, con l'incremento della popolazione residente nei vicini borghi dei Fontanini, di Casa Targone, della Merizzana, si pensò opportuno erigere il primo Oratorio.

Il 30 ottobre 1847 si diede inizio ai lavori che terminarono nell'estate del 1849. Nel corso degli anni si susseguirono vari rifacimenti nel 1924 fu rinnovato il portico e l'interno dell'oratorio, poi, solo nel 1930, venne eretto il campanile Nel 1949, anno in cui ricorreva il primo centenario, l'Oratorio fu ampliato di ben 20 metri quadrati La facciata venne completamente fatta di nuovo e il portico fu spostato in avanti, acquistando la fisionomia attuale.

Sopra il portico, ripristinato integralmente, venne collocato il bassorilievo che raffigura Maria Regina della Pace, con in grembo il Bambino Gesù, opera del pievarolo professor Luigi Galli.
 
  
Il Santuario ha conosciuto anche l'amarezza di episodi esecrabili quali furti, danneggiamenti e vandalismi Il più clamoroso quello nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 1997: provocò l'incendio che in poche ore distrusse completamente la canonica ed in parte il presbiterio della chiesa.

L'ancona di legno dorato che conteneva l'immagine di Maria Immacolata rimaneva miracolosamente intatta anche se fortemente danneggiata e completamente annerita dall'acre fumo che si era sviluppato nell'incendio.

Con il contributo di tutti i fedeli devoti alla Madonna, uniti, anche residenti nei luoghi più lontani, come i nostri emigranti è stato possibile ricostruire in tempi brevi la canonica e restaurare la chiesa, seguendo le disposizioni conciliari.

Un accurato restauro dell'ancona riscopriva, sotto vari strati di vernice, l'antica doratura in oro zecchino ed il tenue colore verde-azzurro delle snelle colonne a torciglione sormontate dai bei capitelli in stile corinzio.

Oggi la preziosa ancona è posta nel catino absidale.
Durante i restauri, spostando il vecchio altare, è stata rinvenuta l'antica pietra che assolveva originariamente alla funzione di mensa. Sovrapponendola semplicemente ad un ceppo di colonna in pietra serena se ne è ottenuta la valorizzazione. In seguito si è ridotto lo spazio del presbiterio cosicchè la chiesa ha acquistato più spaziò per i fedeli. Attualmente l'interno ha assunto la semplicità e la purezza che una piccola basilica, protetta e avvolta dal verde dei boschi circostanti

L'Immagine della Madonna di Monticello, nei secoli, è stata traslata pochissime volte: è importante citare che una sua copia è conservata in Palestina nella Basilica dell'annunciazione a Nazareth
.