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STORIA
DEL SANTUARIO DI MONTICELLO
Ci sono luoghi in cui più di altri si avverte la necessità
dell'anima al raccoglimento ed alla meditazione senza bisogno
di particolari stimoli e forzature.
Allora ti piace pensare che questi luoghi siano toccati dalla
mano dì Dio, che ha
visto avvicendarsi generazioni di persone sulla strada che sale
al Santuario, le quali pregando, chiedendo conforto, grazie e
benedizioni o grate per il bene ricevuto, hanno lasciato una vivida
traccia della loro fede. Monticello è uno di questi luoghi.
Se solo si è capaci di fare entrare dentro di noi quella
pace e quel silenzio che vi si respirano, nella semplice bellezza
del Santuario, sembra possibile comprendere il nostro vero destino,
quasi lo intuiamo, magari per un solo misterioso attimo, lontani
dagli affanni e dagli artifici di una vita che fa sempre più
spesso a meno di Dio.
Come per molti Santuari Mariani anche la storia di Monticello,
nella tradizione
orale popolare, sconfìna nella leggenda. Quella più
antica narra di una donna
che rincasava sul far della sera, quando all'improvviso un lupo
l'assalì.
Alla
poveretta non restò altro che affidarsi alla Santa Vergine
che miracolosamente le apparve fra bagliori di luce, intimando
alla fiera di ritornare nel bosco. I curiosi che si recarono sul
luogo, a seguito della testimonianza della donna, rinvennero su
di un faggio l'Immmagine dipinta su tavola dell'Immacolata Concezione.
Prontamente si decise di erigere sul luogo del prodigio una piccola
cappella, ancora oggi visibile a poca distanza dal Santuario.
Gli Affreschi della Storia di Monticello
che ornano la Cappella originale dell'apparizione sono opera del
pittore
Vanoni
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